05/01/2026 Davide

Come usare la Tassonomia di Bloom per l’e-learning

Benjamin Bloom è stato uno psicologo dell’educazione che, a partire dagli anni ’50, ha influenzato profondamente il modo di pensare gli obiettivi formativi e progettare i percorsi di apprendimento.
La tassonomia che porta il suo nome classifica gli obiettivi educativi in tre distinti domini:

Cognitivo (sapere – la testa)
Affettivo (sentire – il cuore)
Psicomotorio (fare – le mani)

Questi ambiti, spesso sintetizzati nella triade “testa, cuore, mani”, riflettono le diverse dimensioni dell’apprendimento umano. Ogni dominio è articolato in livelli progressivi di complessità, e l’accesso a ciascun livello superiore presuppone la padronanza solida di quelli precedenti.

Uno degli scopi principali di questo modello è incoraggiare gli educatori a progettare percorsi formativi – anche digitali – che integrino tutti e tre i domini, favorendo così uno sviluppo più completo e armonico della persona.

L’approccio non si limita alla trasmissione di contenuti, ma promuove anche coinvolgimento emotivo e applicazione pratica: una prospettiva autenticamente olistica dell’educazione.

Come possiamo utilizzare questo modello nell’e-learning?
Introdotta nel 1956 e riformulata nel 2001, la tassonomia è stata aggiornata nella cosiddetta Revised Bloom’s Taxonomy (RBT). Ecco come possiamo riutilizzare la matrice di Bloom per migliorare la progettazione di obiettivi e contenuti didattici nel digitale.

1 – Ricorda
Spieghiamo subito di cosa parleremo, cosa faremo e quali sono gli obiettivi del corso. Serve una conoscenza di base comune a tutti i partecipanti.
Strumenti consigliati: pillole video, infografiche.
2 – Comprendi
Verifichiamo che i contenuti siano chiari. Dobbiamo accertarci che le informazioni siano state realmente comprese.
Strumenti consigliati: sondaggi, questionari, quiz.
3 – Applica
Proponiamo esercitazioni pratiche che consentano di sperimentare quanto appreso in contesti concreti.
Strumenti consigliati: brief di progetto, esercitazioni, e-learning game.
4 – Analizza
Creiamo occasioni di confronto e riflessione. Valorizziamo le dinamiche sociali e collaborative del gruppo.
Strumenti consigliati: analisi di case study, discussioni guidate.
5 – Valuta
Progettiamo strumenti per misurare il livello di apprendimento raggiunto dai partecipanti.
Strumenti consigliati: test di valutazione, autovalutazioni guidate.
6 – Crea
Quando i partecipanti riescono ad applicare autonomamente le conoscenze per produrre nuovi contenuti o soluzioni, allora sappiamo di aver raggiunto davvero gli obiettivi formativi.
Strumenti consigliati: project work, contenuti generati dagli utenti, micro-compiti creativi.

Voi cosa ne pensate?
Utilizzate un approccio simile nella progettazione e-learning?
Avete sviluppato delle varianti?

Parliamone.

 

 

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